Una scelta opportuna
La particolare e difficile situazione economica in cui si trovano i paesi della vecchia Europa e del nostro Paese in particolare spinge sempre di più le persone a fare fronte alle loro esigenze quotidiane con il ricorso ai prestiti.
Sicuramente, per un sistema di garanzie trilaterale, il prestito tramite cessione del quinto dello stipendio (vedi nel dettaglio la scheda prodotto di Euro Fiditalia) rappresenta lo strumento di finanziamento che meglio garantisce il consumatore ed, inoltre, gli permette, anche se ha in corso altri prestiti o ha avuto problemi di credito nel passato, di potere accedere ad un prestito non finalizzato (quindi anche solo per liquidità) a ottime condizioni di mercato.
Ottenere dei prestiti personali in forma di cessione del quinto senza dover cadere vittime di usurai e strozzini è possibile per tutte le categorie di lavoratori e per i pensionati. La conoscenza rappresenta una delle tappe fondamentali che ogni utente dovrebbe svolgere per ottenere un prestito ideale.
Qui di seguito, in pillole, la normativa di riferimento, che è e rimane sempre la principale guida sia per l'utente che per l'operatore di settore.
Normativa di riferimento
La cessione del quinto dello stipendio è una tipologia di prestito personale studiata, in origine, appositamente per i lavoratori dipendenti statali e pubblici. Era il sistema di acceso ad un prodotto di prestito senza doversi preoccupare praticamente di nulla, neanche del rimborso della rata in quanto spetta al datore di lavoro provvedere a restituirla direttamente all'ente finanziatore trattenendola dalla busta paga del dipendente. Inoltre, essendo un prestito garantito da assicurazione obbligatoria, proteggeva il dipendente ed i suoi eredi dal rischio vita e impiego.
La cessione del quinto dello stipendio è stata regolata per più di 55 anni solo dal DPR del 5 gennaio 1950 n. 180 e dal Regolamento attuativo adottato con Decreto del Presidente della Repubblica del 28 luglio 1950 n. 895.
Pertanto per 55 anni questo diritto spettava unicamente ai dipendenti di enti statali e pubblici. Finalmente il buon legislatore si è accorto dei vantaggi esclusivi di un prestito tramite cessione del quinto e ha modificato la normativa l'anno scorso con il comma 137 e 138 dell'art 1 della Legge 30 dicembre 2004, n. 311 e, successivamente, con l'art. 13bis della Legge 14 maggio 2005, n. 80, che ha convertito, con modificazioni, il Decreto legge 14 marzo 2005, n. 35.
La Legge n. 180/50
La cessione del quinto dello stipendio è stata regolata per 55 anni solo dal D.P.R 5 gennaio 1950 n. 180, contenente il testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, e dal relativo regolamento esecutivo contenuto nel Decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 1950 n. 895.
In particolare modo l'art. 5 della legge dispone che gli impiegati e i salariati dipendenti dallo Stato, Regioni, Province, Comuni ed altri enti, aziende ed imprese sottoposti a tutela o a sola vigilanza dell'amministrazione pubblica o concessionari di un servizio pubblico di comunicazioni o di trasporto possono contrarre prestiti da estinguersi con la cessione di quote dello stipendio o del salario fino al quinto dell'ammontare di tali emolumenti valutato al netto di ritenute e per periodi non superiori a dieci anni.
Lo stesso articolo determina i limiti di applicazione per gli appartenenti al ruolo diplomatico e consolare e al ruolo degli addetti commerciali all'estero (i quali non hanno tale opportunità).
Per il personale dipendente dalle Camere del Parlamento si osservano le norme speciali stabilite dalle Camere stesse.
La Legge finanziaria 2005: la svolta per i privati
Due anni fa il comma 137 e 138 dell'art 1 della Legge 30 dicembre 2004, n. 311, ovvero la Legge finanziaria 2005, ha portato delle modifiche ed integrazioni al Decreto del Presidente della Repubblica n. 180/50.
Essenzialmente ha esteso ai dipendenti delle aziende private le stesse disposizioni in merito alla cessione del quinto fino ad allora esclusivo appannaggio dei dipendenti della pubblica amministrazione. Cosi dai primi mesi del 2005, subito dopo la pubblicazione della legge sulla gazzetta ufficiale e, quindi, la sua effettiva entrata in vigore, anche i dipendenti di aziende private potevano contrarre prestiti tramite cessione di un quinto dello stipendio per disposizione di legge.
La Legge n. 80/05: adesso è per tutti - pensionati inclusi.
A completare ed estendere a tutte le categorie di lavoratori e anche ai pensionati la facoltà di contrarre un prestito tramite cessione del quinto, ci ha pensato il bravo legislatore con l'art. 13bis della Legge 14 maggio 2005, n. 80, detta anche legge sulla competitività, che ha convertito, con modificazioni, il Decreto legge 14 marzo 2005, n. 35, recante, tra l'altro, disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale, pubblicata nel supplemento ordinario n. 91 alla Gazzetta ufficiale n. 111 del 14 maggio 2005.
Cosi, dopo un travaglio durato ben 56 anni, l'originario diritto, appannaggio esclusivo per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche, è stato esteso a tutta le categorie di lavoratori ed, il testo unico di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1950, n. 180, ha subito variazioni e modifiche che essenzialmente riportiamo qui di seguito:
- durata della cessione
La cessione di quote di stipendio e di salario adesso può essere contratta per un periodo non superiore ai dieci anni.
- eliminazione del requisito dell'anzianità
In origine era possibile per periodi di cinque o di dieci anni in funzione della tipologia di impiego e del periodo di anzianità maturato, ovvero: per i dipendenti ministeriali una anzianità di almeno quattro anni per contrarre un prestito fino a 10 anni; per i dipendenti pubblici 5 anni di anzianità per contrarre un prestito sino a 5 anni e 10 anni di anzianità per contrarlo sino a 10 anni.
Con le ultime modifiche è stato eliminato questo requisito per i dipendenti assunti a tempo indeterminato.
- estensione della cessione del quinto anche ai pensionati pubblici e privati
I pensionati, siano essi pubblici o privati, possono contrarre con istituti di credito e/o intermediari finanziari prestiti con cessione del quinto della pensione, valutandola al netto delle ritenute fiscali e fino ad un massimo di dieci anni.
- cessione del quinto dello stipendio anche ai dipendenti con contratto a tempo determinato
In merito è opportuno fare una precisazione. La cessione del quinto dello stipendio o del salario non può eccedere il periodo di tempo che deve ancora trascorrere per la scadenza del contratto in essere. In pratica il prestito tramite cessione del quinto può essere contratto per un periodo che non vada oltre i mesi rimanenti al termine del contratto a tempo determinato stipulato.
- anche per i lavoratori autonomi
Possono cedere un quinto del loro compenso anche i titolari dei rapporti di lavoro autonomo, come agenti e rappresentanti commerciali, collaboratori coordinati e continuativi e collaboratori a progetto.
In merito la legge dispone che l'opera prestata deve essere di carattere coordinato e continuativo e con una durata di almeno dodici mesi.
Infatti, anche in questo caso, il prestito tramite cessione del quinto può essere contratto per un periodo che non vada oltre i mesi rimanenti al termine della prestazione stipulata.
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